Il libro
In primo luogo serve questa domanda. Voi credete alla magia, alla connessione tra le menti, alle proiezioni psichiche, ai legami invisibili? Se non ci credete, non avete modo di apprezzare, e forse neppure di capire, quel che ci sta dietro a Bad Prisma.
Tenterò di essere sintetico quanto preciso. Più o meno tre anni fa, a immediato ridosso dell’uscita di Cronache di Bassavilla Giuliano Fiocco, amico e valente scrittore, mi invia un suo racconto dal titolo La fiammiferaia, pregandomi di credergli quando mi spergiura che lui quel lavoro lo ha editato nel ’97. Io ci credo e, peraltro, come quasi tutti sanno, con un paio di digitazioni sulla tastiera del PC, si può scoprire l’età del file. Ergo, Giuliano non mente. Per di più il racconto è ottimo, come potrà constatare il fortunato acquirente di Bad Prisma.
Ma perché tanta apprensione su questo particolare?
Beh… Come leggerete, Giuliano parlava di Melissa, di San Pelagio e di spettro femminile con giubbetto rosso un bel po’ di tempo prima l’ufficiale apparizione in rete, risalente ai primi mesi del 2000 con il sito “fantasma” http://melissa1999, che abbiamo peraltro recuperato all’interno di questo nuovo sito. La questione non è proprio di lana caprina: Giuliano – come tanti di noi – è un medium, anzi un Rabdomante del Male (sfilando la definizione, troppo bella, a Tullio Avoledo e a Valter Binaghi) e l’ha veduto, anzi l’ha veduta, prima di tutti. Ne ha scritto e poi l’ha lasciata lì, a germinare da qualche parte.
Nel frattempo Melissa – quanto meno colei che dopo la sua morte oscura e ignorata così è stata battezzata – viene investita sulla Bologna/Padova alle 5,20 del 29 dicembre ’99. A gennaio del 2000 nasce in rete il sito a lei dedicato. E’ una bufala? Non è una bufala? Chissenefrega. La storia è straordinaria. E anch’io comincio a citarla più volte nella rubrica che tengo in quel periodo per “Carmilla Online” intitolata Cronache di Bassavilla. Talmente bella che Giuseppe “Giu” Genna pensa che sia roba mia e mi sprona a farne un libro.
Salto a pie pari vicissitudini produttive, giusto per dire che tra varie documentazioni e un pizzico di fiction, il materiale per il libro si accumula e nel 2006 Dario Flaccovio mi pubblica Cronache di Bassavilla (rieditato in questi giorni ancora dall’indomito editore palermitano nella collana Verba Volant con una copertina identificante la nostra Melissa “di spalle”) che diffonde per lo stivale la leggenda del “fantasma della strada” segnalato tanto a San Pelagio quanto dalle parti del fiume Tanaro ad Alessandria.
Un libro che va benissimo e che per sua natura non richiederebbe di tornare sui luoghi del delitto. Ma ecco che spunta la fiammiferaia del Fiocco. E, maledizione a lei, la tipa mi accende un’idea balorda. Perché Fiocco, da par suo, mi fa venire che alla fine molti scrittori – perlomeno molti di quelli che frequentano il genere – potrebbero “avere dentro” la loro Melissa personale. Allora lancio la palla, giusto per vedere l’effetto che fa.
Ed eccoci qua, alla vigilia dell’uscita di un’antologia con qualcosa di unico all’interno. Sì, perché nel frattempo non è che la tipa se ne sia stata buona. Al di là di una personale “svisata sul tema” dal titolo Melissa Parker e l’incendio perfetto (Dino Audino Editore), si sono verificate altre magie, del genere Fiammiferaia di Fiocco.
La prima riguarda Bob (Roberto) Orsetti, che è un autore esordiente in Bad Prisma, ma è stato un mio grande amico al periodo delle radio libere, anni Settanta e giù di lì. Bob ha lasciato Alessandria un mucchio di anni fa e, sulla reciproca falsariga professionale, io ne ho fatto un personaggio molto importante in Cronache di Bassavilla: era il dee-jay che trasmetteva di notte dalla radio sulle sponde del fiume e di tanto in tanto riceveva malinconiche quanto rabbrividenti telefonate da Melissa. Una cosa, da parte mia, tutta inventata: quel pizzico di fiction di cui dicevo prima. Bene, che succede, pochi giorni dopo l’arrivo della Fiammiferaia? Che Bob riemerge dal passato e dalla Ciociaria, in cui è emigrato, dicendosi lietissimo di avere fatto l’eroe – insomma… – in un mio book e mi spedisce a casa un manoscritto – sì, gente, un manoscritto battuto a macchina, magari da una Underwood o da una Continental, uhm… -, dicendomi via mail: “Dacci un’occhiata, se vuoi, è roba che scrivevo negli anni Ottanta…”.
Certo che lo leggo. Ma, a pagina 2, già mi viene un coccolone. Leggetevi La settima notte in Bad Prisma e capirete quel che blatero. Sicuro che ci ho messo un po’ le mani (molto poco), ma è evidente che Bob Orsetti si era già autoeletto personaggio delle Cronache di Bassavilla molto tempo prima che ci pensassi io. Insomma, anche lui aveva già incontrato Melissa. E che razza d’incontro, per la miseria! Il baratro dell’Apocalisse che già si apriva sotto i nostri piedi, a Bassavilla, negli anni Settanta… Un altro Rabdomante del Male, damn it!
Altro? Beh, chiedete alla Barbarina Baraldi e al Nero Nerozzi, due figli di Romagna che per motivi alquanto diversi hanno un posto di riguardo nel mio cuore, se per caso si conoscevano all’epoca della costruzione di Bad Prisma… Vi risponderanno con l’unica verità possibile. Non si erano mai incrociati. Messo in memoria? Okay, allora sparatevi in sequenza Le bambole non uccidono (Barbara) e Le bambole uccidono (Nero) e qualcosa di magico, di assurdo e di un po’ terrificante vi salterà agli occhi, anzi al collo… E tenetelo sempre presente, nessuno si era mai fatto carico di presentarli l’uno all’altra. E infatti ho ritenuto quasi doveroso il cambiamento d’ufficio del titolo del Nero.
E poi le altre magie.., quelle letterarie. La Melissa giapponese di Stephen di Marino, quella (freudiana? Junghiana?) di Ale Defilippi. Le Sirene del Giudizio di Bona e Marenzana. E ancora… ma no, calma. Abbiamo tutto il tempo. Non è il caso di bruciare così in fretta le molte cartucce di questa polveriera dell’orrore che è l’antologia Bad Prisma. Cominciate, per il momento, ad abituarvi a un’idea… Qui, ragazzi, c’è da stupirsi sul serio. Melissa non è che all’inizio della conquista del mondo (quello reale, perché quello immaginale è già suo da un pezzo).
Nel frattempo buone notizie che riguardano il Prisma dal fronte dei romanzi. Le Cronache di Bassavilla e le influenze “melissiane” si sono ritrovate nella bibliotrack dell’ultimo capolavoro di Gianfranco, Il cerchio muto, a fianco di titoli immortali quali L’uomo che ride di Hugo, La metà oscura di King, Crash di Ballard e The Ring di Suzuki, mentre Giuliano (Fiocco) ha appena dato alla luce un nuovo romanzo ambientato sulla Bologna-Padova, nel dicembre del ’99, dopo le cinque del mattino… Melissa strikes back!
[Le fotografie in questa pagina sono opera di Susanna e Antonella Angelino]


